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Missa Beata Maria Virgo de Cutura
per soli, coro, organo e orchestra di ottoni
testi e musica di Francesco La Vecchia OP
FRANCESCO LA VECCHIA, frate domenicano, studia pianoforte sin da bambino a Messina, sua città natale, con Pina Fiorentino e più tardi con il M° Domenico Schilirò, direttore dell'Orchestra Sinfonica Bandistica Regionale Siciliana dell'Esercito Italiano. Inizia lo studio dell'organo grazie alla paterna amicizia di Mº Mons. Salvatore De Domenico, maestro di Cappella del Duomo di Messina. Accanto agli studi filosofici-teologici che lo hanno visto giungere alla Licenza in Patrologia presso il Pontificio Istituto Orientale di Roma, continua gli studi musicali prima a Firenze poi a Roma, frequentando i corsi di organo e composizione con G. Schellenns OP. L'amicizia musicale con Mons. Giuseppe Liberto, al tempo direttore di cappella del Duomo di Monreale, nominato nel 1997 Direttore della Cappella Musicale Pontificia, detta Cappella Sistina, lo spingerà ad approfondire la musica sacra. Studia direzione corale e musica sacra sotto la guida di Walter Marzilli all'Istituto Pontificio di Musica Sacra a Roma, e di Domenico Bartolucci, già Direttore della Cappella Sistina. Ha svolto in diverse città la sua opera nell'animazione liturgica sia come organista, sia come direttore di cori. Già fondatore e direttore della corale "Insieme" di Messina, della Cappella Musicale "Dominicus" di Soriano Calabro, della schola cantorum della chiesa della Sanità in Barra Napoli, si è interessato anche di musica popolare sia religiosa che folkloristica, dirigendo formazioni cameristiche di archi e di ottoni. Spinto anche dall'amicizia con il Coro Polifonico Madonna della Coltura di Parabita, nel mese di maggio 2010 ha consegnato alle stampe la Missa Beata Maria Virgo de Cutura per soli, coro, organo e orchestra di ottoni.

Basilica Santuario Maria SS. della Coltura
Ordine dei Frati Predicatori
Piazza Regina del Cielo, 1 - 73052 Parabita (LE)
Tel. 0833593217 - email info@madonnadellacoltura.it
www.madonnadellacoltura.it
La Missa Beata Maria Virgo de Cutura, non posso nasconderlo, è stato sempre un sogno nel cassetto fin da quando ho messo piede nella basilica parabitana. Il tuffarmi spessissimo in quegli occhi dallo sguardo sconfinato e dolce, mi ha sempre rassicurato lungo il mio vivere quoti-diano, sostenendo il mio servizio e le responsabilità affidate alla mia povera persona. Celebrare all'altare del monolito, significa ogni giorno salire i gradini fissando quello sguardo, per poi riabbracciarlo dopo aver impartito la benedizione del Signore e, insieme all'assemblea, come si è soliti fare nel santuario di Parabita, guardare ancora lei e pregarla con la 'Salve Regina", quasi per darle il buongiorno e affidarsi per una santa notte. Così giorno dopo giorno, nello scorrere delle vicende a cui ogni uomo è chiamato, la sua presenza è stato sempre il principale sostegno nella mia vita.
La musica la considero una mia profonda vocazione, un mio modo di esprimere la gioia della mia fede. Un servizio da donare. Così la mia povertà ha provato con altrettanto povere note a dire grazie a Colei che è Madre di tutti, a Colei che mi ha sempre sostenuto e che sempre mi guiderà in ogni passo. Un modo per dirle grazie per tutte le gioie vissute, per le prove supe-rate, per le difficoltà affrontate. Per il dono di una famiglia straordinaria e per la gioia di aver incontrato lungo la mia strada uomini e donne generosi con cui condivido la mia vita e il mio ministro sacerdotale. Lo so: si tratta di poche note di musica che dicono grazie alle tante note di amore che la Madre di Gesù mi ha sempre dimostrato... sono sicuro che li accetterà.
Scrivere una messa significa aiutare il popolo di Dio a celebrare il mistero eucaristico. Aiutarlo con testi, parole, gesti, musica per esprimere anche esteriormente l'amore e la fede verso il suo Signore. Ogni eucarestia ci parla sempre e solo di quell'amore che Gesù ha fatto suo nella vita, nella croce e nella risurrezione. Tutto per l'uomo e per la sua salvezza. Così, una messa composta per una determinata occasione, in questo caso la festa e il culto della Madonna della Coltura, diventa un momento da vivere. Una messa scritta e composta, è come un abito di festa da indossare in quei giorni particolari che ci ricordano il senso della vita e del perché facciamo festa.
Ogni celebrazione eucaristica, segue due schemi. Si dice nel linguaggio liturgico il "proprio" di una messa e il "comune" di una messa. Il "comune' sono quelle parti appunto, comuni ad ogni celebrazione (atto penitenziale, detto "Signore Pietà"; l'inno, comunemente detto "Gloria"; la professione di fede, ossia il "Credo"; l'Agnello di Dio). Il "proprio" di una messa è costituito da quelle parti che, pur essendo comuni a tutte le celebrazioni, cambiano il contenuto a seconda la circostanza che viene celebrata (canto d'ingresso, canto al Vangelo, canto di offertorio, canto di comunione). Il contenuto del canto di ingresso del giorno di Natale, per esempio, ci parla della nascita di Cristo, mentre il canto di ingresso della solennità di Pasqua ci invita a pregare il Signore per la sua re-surrezione. I testi della Missa Beata Maria Virgo de Cutura riguardano quei passi del Vangelo che fanno uso del linguaggio metaforico che paragona il regno di Dio al lavoro del contadino, alla spiga di grano, alla parabola del seminatore. Tutti testi inerenti al culto della nostra Madonna, patrona delle messi e dell'agricoltura. Infatti, leggendo i singoli testi che sono posti all'inizio di ogni partitura, sarà possibile notare il riferimento biblico a cui si ispirano le varie strofe, adattate in forme poetiche o prosaiche, per necessità di metrica musicale. Il coro viene accompagnato dall'organo, strumento liturgico per eccellenza, e da un quartetto di ottoni, formato da due trombe in si bemolle, un corno in fa e un trombone.
Canto d'ingresso
Tu, Signore, vieni a noi
seminando la tua Parola;
apri il nostro cuore
come terra buona
per dare quale frutto del tuo dono
l'amore che si fa vita. (Mt 13, 24)
O Diva parens Filium
quam nos Patronam colimus
intende votis supplicum,
gratiamque a Jesu impetra.
Maria Regina della Coltura
data a noi dal tuo Figlio
come madre presenta al Padre
la preghiera perchè a tutti doni pace
la pace vera: Gesù Signore, alleluia!
Rendi aperti i nostri occhi,
attenti i nostri orecchi,
il male non rubi
il seme della Parola
caduto lungo la strada,
mangiato dagli uccelli del cielo. (Mt, 13 4.15)
Le nostre menti a te rivolte,
i cuori a te offerti,
non sian terreno sassoso:
ma radici del tuo annunzio
di gioia che solo tu
sai donare! (Mt 13, 5.20)
Le radici della speranza
avvinte dalle spine
rischiano di morire,
se non ascoltan
la tua Parola di vita:
lasciando inganni e preoccupazioni. (Mt 13, 7.12)
Dacci gioia, donaci forza
per accogliere la tua Parola:
la vita nostra legata alla tua
sia terra di speranza
che il trenta, il sessanta, il cento
ci dona il frutto che è tua gioia. (Mt 13, 8.23)
Come contadini attenti
che veglino o che dormano,
gli uomini vedranno spuntare
l'atteso germoglio che
prima stelo, poi spiga,
d'amore e di vita diverrà. (Mc 4, 26-29)
Il tuo Regno grida il suo appello:
come fratelli gli uomini
in mezzo ai suoi rami
perchè di senapa un tempo granello è stato,
di amore e ora di luce
al cielo è innalzato. (Lc 13, 18-19)
Tu ci chiami nel tuo regno
di Verità e di Amore:
come lievito a noi lo riveli
che cresce e fermenta la Chiesa
che affidi a Maria
che tutti ci accoglie nella sua Coltura.
Salmo responsoriale
Salmo 64
Tu visiti la terra e la ricolmi di beni, alleluia.
Tu visiti la terra e la disseti:
la ricolmi delle sue ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu fai crescere il frumento per gli uomini.
Così prepari la terra:
ne irrighi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le pioggie
e benedici i suoi germogli.
Coroni l'anno con i tuoi benefici,
al tuo passaggio stilla l'abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza.
I prati si coprono di greggi,
di frumento si ammantano le valli;
tutto canta e grida di gioia.
Canto al Vangelo
Alleluia, alleluia.
Rimanete in me ed io in voi,
dice il Signore,
chi rimane in me fa molto frutto, alleluia.
(Gv 15, 4 - 5)
Come il Padre ha amato me,
così anch'io ho amato voi:
rimanete nel mio amore, alleluia.
(Gv 15, 9)
Canto di offertorio
In verità vi dico:
il chicco di grano solo se muore
fa molto frutto, alleluia.
Nell'andare, se ne va e piange,
portando la semente da gettare,
ma nel tornare viene con giubilo
portando i suoi covoni.
(Salmo 125, 6)
La Parola che ci offri
ci rivela il senso della vita:
così il fico che germoglia
annuncia l'estate ormai vicina.
Perchè erba sono i giorni dell'uomo,
fior di campo i nostri desideri
se Tu vite, non sei con noi
e noi tralci in Te.
(Mt 24, 32; Salmo 102, 15; Gv 15, 5)
I nostri granai siano pieni,
trabocchino di frutti di ogni specie;
siano a migliaia i nostri greggi,
a miriadi nelle nostre campagne.
(Salmo 143, 13)
Tu che visiti la terra
con la tua parola la disseti.
Le tue ricchezze come fiume in piena
gonfino di amore i nostri cuori
perchè le nostre vite
siano frumenti per gli uomini
che si lasciano bagnare
dalla pioggia del tuo amore.
(Salmo 64, 10-11)
Canto di comunione
Io sono la vite, voi i tralci, alleluia:
chi rimane in me fa molto frutto, alleluia!
Nella vigna del tuo regno
ti riveli a noi vite di salvezza:
“Se rimanete in me ed io in voi!”
diventa invito di speranza.
E come tralci eletti, solo uniti a te,
portiamo il frutto dell'amore
che si apre sempre a vita nuova,
vera gioia, vera certezza.
(Gv 15, 4)
Come il Padre ha amato me
così anch'io ho amato voi:
rimanete nel mio amore, alleluia!
(Gv 15, 9)
Se saremo uniti nel tuo amore,
come tralci alla vite,
noi vivremo i tuoi comandi
tuoi discepoli saremo.
Una sola grande famiglia
noi diverremo,
poichè l'amore del tuo Padre,
doni a noi per l'unità.
(Gv 15,10)
Questo vi ho detto
perchè la mia gioia sia in voi,
e la vostra gioia sia piena, alleluia!
(Gv 15, 11)
Vera vite e buon pastore,
Tu ci guidi sulla vita della vita.
Le paure di valli oscure
lasciano il posto alla speranza:
il bastone della tua Parola,
il vincastro della tua mensa
ci sono sostegno tutti i giorni
perchè tu grazia, felicità.
(Salmo 22)
Non voi avete scelto me, alleluia,
ma io ho scelto voi.
Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri, alleluia!
(Gv 15, 16-17)
Canto del Responsorio alla Madonna
Mariae ad Aram properent
telluris huius incolae,
et cuncta quibus indigent
fidenti poscant pectore.
O Diva parens Filium
quam nos Patronam colimus
intende votis supplicum,
gratiamque a Jesu impetra.
Si quaerit imbrem villicus,
non illa moras patitur;
fructusque, tellus, pluvia
iuvante reddit uberes.
Si dira febris aestuat,
cito Mariam invoca:
quaeque te praemant aspera
occurens illa sublevat.
Dum nos mortales degimus,
pulchre tueri placet:
vitaeque functos termino,
coeli beatis insere.
O Christe Fili Virginis,
cum Patre et almo Spiritu,
exaudi nos, qui supplices
Matris ad Aram sistimus.