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Basilica Santuario Maria SS. della Coltura
Ordine dei Frati Predicatori
Piazza Regina del Cielo, 1 - 73052 Parabita (LE)
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www.madonnadellacoltura.it
Sabati Maggiori
in onore di
Maria SS. della Coltura

Primo Sabato
Famiglia del Santuario
21 febbraio 2026, ore 18.30
«Ho ricevuto la terra, darò il cielo;
ho ricevuto beni temporali, restituirò beni eterni;
ho ricevuto il pane, darò la vita. […]
Ho avuto ospitalità in casa, ma io darò la casa;
sono stato visitato quand’ero malato,
ma io darò la salute;
sono stato visitato in carcere, ma io darò la libertà.
Il pane dato da voi ai miei poveri è stato consumato,
mentre il pane che io darò, non solo vi ristorerà,
ma non finirà giammai».
S. Agostino
Leone XIV, Esortazione Apostolica “Dilexi Te”

Secondo Sabato
Giovani diciottenni
28 febbraio 2026, ore 18.30
Maria, la Madre che ebbe cura di Gesù,
ora si prende cura con affetto e dolore materno di questo mondo ferito.
(…) i giovani hanno una nuova sensibilità ecologica e uno spirito generoso, e alcuni di loro lottano in modo ammirevole per la difesa dell’ambiente, ma sono cresciuti in un contesto di altissimo consumo e di benessere che rende difficile la maturazione di altre abitudini. Per questo ci troviamo davanti ad una sfida educativa.
Papa Francesco, Lettera Enciclica “Laudato si'”

Terzo Sabato
famiglie
7 marzo 2026, ore 18.30
Diventa così una necessità sociale, e perfino economica, proporre ancora alle nuove generazioni la bellezza della famiglia e del matrimonio, la rispondenza di tali istituzioni alle esigenze più profonde del cuore e della dignità della persona. In questa prospettiva, gli Stati sono chiamati a varare politiche che promuovano la centralità e l'integrità della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, prima e vitale cellula della società, facendosi carico anche dei suoi problemi economici e fiscali, nel rispetto della sua natura relazionale.
Benedetto XVI, Lettera Enciclica “Caritas in veritate”

Quarto Sabato
Artigiani e comitato festa patronale
14 marzo 2026, ore 18.30
Gesù non solo proclamava, ma prima di tutto compiva con l'opera il «Vangelo» a lui affidato, la parola dell'eterna Sapienza. Perciò, questo era pure il «Vangelo del lavoro», perché colui che lo proclamava, era egli stesso uomo del lavoro, del lavoro artigiano come Giuseppe di Nazareth41. E anche se nelle sue parole non troviamo uno speciale comando di lavorare - piuttosto, una volta, il divieto di una eccessiva preoccupazione per il lavoro e l'esistenza -, però, al tempo stesso, l'eloquenza della vita di Cristo è inequivoca: egli appartiene al «mondo del lavoro», ha per il lavoro umano riconoscimento e rispetto.
Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica “Laborem excerns”

Quinto Sabato
Imprenditori, professionisti
e vita pubblica
21 marzo 2026, ore 18.30
Sia egli artista o artigiano, imprenditore, operaio o contadino, ogni lavoratore è un creatore. Chino su una materia che gli resiste, l’operaio le imprime il suo segno, sviluppando nel contempo la sua tenacia, la sua ingegnosità e il suo spirito inventivo. Diremo di più: vissuto in comune, condividendo speranze, sofferenze, ambizioni e gioie, il lavoro unisce le volontà, ravvicina gli spiriti e fonde i cuori: nel compierlo, gli uomini si scoprono fratelli.
Paolo VI, Lettera Enciclica “Populorum progressio”
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Domenica
Commercianti e barbieri
22 marzo 2026, ore 18.30
Madre e maestra di tutte le genti, la Chiesa universale è stata istituita da Gesù Cristo perché tutti, lungo il corso dei secoli, venendo al suo seno ed al suo amplesso, trovassero pienezza di più alta vita e garanzia di salvezza. A questa Chiesa, colonna e fondamento di verità, (Cf. 1 Tm 3,15) il suo santissimo Fondatore ha affidato un duplice compito: di generare figli, di educarli e reggerli, guidando con materna provvidenza la vita dei singoli come dei popoli, la cui grande dignità essa sempre ebbe nel massimo rispetto e tutelò con sollecitudine.
Giovanni XXIII, Lettera Enciclica “Mater et Magistra”

Sesto Sabato
Scuola, cultura, volontariato e sport
29 marzo 2026, ore 18.30
Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla Vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore.
Concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione “Gaudium et spes”
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