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Basilica Santuario Maria SS. della Coltura
Ordine dei Frati Predicatori
Piazza Regina del Cielo, 1 - 73052 Parabita (LE)
Tel. 0833593217 - email info@madonnadellacoltura.it
www.madonnadellacoltura.it
I luoghi della Coltura
Accoglienza, annuncio e testimonianza: sono le tre parole con cui si possono sintetizzare gli eventi del tradizionale racconto della storia del Monolito della Madonna della Coltura. Prima ancora, però, sono gli atteggiamenti che il cristiano deve coltivare e custodire nel proprio cuore per essere testimone di Cristo e del Vangelo. Per questo, l'itinerario fisico che il pellegrino è chiamato a compiere è prima ancora un cammino interiore, che richiede preliminarmente di mettersi in moto, di cercare, trovare e custodire. Proprio come fece il contadino.
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PRIMA TAPPA:
Il ritrovamento
E' tradizione che nella spianata Le pane della corte, nel sito detto Cutura, fu trovata, arandosi, la mozza lapide, su cui è dipinta a fresco l'immagine della nostra Protettrice. Come il rostro dell'aratro appuntò la lapide, i buoi si inginocchiarono.
“La verità germoglierà dalla terra” (Sal 85)
Il Salmo 85 nasce in un tempo di attesa e ricostruzione: il popolo ha conosciuto l’esilio, il peccato, la distanza da Dio, e ora invoca una salvezza che non sia solo esteriore, ma interiore. È un salmo di speranza escatologica, che guarda a un intervento di Dio capace di ricreare l’armonia spezzata dal peccato. Nella Scrittura, la verità (’emet) non è solo correttezza dottrinale, ma fedeltà, solidità, affidabilità di Dio. Alla luce del Nuovo Testamento, questa parola trova il suo compimento in Cristo stesso: “Io sono la via, la verità e la vita” (Gv 14,6). La verità che germoglia dalla terra non è un concetto astratto, ma Gesù Cristo, il Figlio eterno che entra nella storia, nel cuore dell'uomo. L’immagine del germoglio è evocativa della venuta del Cristo. La salvezza non cade dal cielo come un fulmine: germoglia dentro la storia, assumendola. Sant'Agostino afferma: “La Verità è sorta dalla terra quando Cristo è nato da una donna.” Dio cerca ancora oggi una terra dove la Verità possa germogliare. Come Maria, il cristiano è chiamato ad essere terra fertile e disponibile ad accogliere Cristo.

Il Monumento di Contrada “Pane”
SP361 Maglie - Gallipoli
Il 29 aprile 1990 è stato inaugurato il Monumento dedicato alla Madonna della Coltura sito nelle campagne della città di Parabita, in Contrada “Pane”. Il Monumento sorge all'ingresso della città, provenendo da Gallipoli ed è immerso nel verde delle campagne salentine. Il luogo è più simbolico che storico: infatti, non fa riferimento al sito del rinvenimento del Monolito, ma richiama la campagna dove fu ritrovata la sacra Immagine. Il Monumento venne inaugurato dal cardinale Corrado Ursi, Arcivescovo emerito di Napoli, alla presenza di mons. Aldo Garzia, mons. Francesco Minerva e mons. Antonio Rosario Mennonna. Il sito sorge sul terreno donato da Matilde Ravenna Mongiò e il monumento è stato realizzato su progetto dell'Arch. Paola Chiatante di Roma.
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Seconda tappa: L'annuncio
I popolani accorseri all'annunzio del vecchio aratore, scovrirono l'effigie di Maria avente fra le braccia il Bambino che le sorride carzzandola, ed ella cogli occhi al popolo rivolti parea dicesse loro - è di voi che mi occupo: e poi i devoti tutti lieti e festanti se la recarono al villaggio.
“Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo” (Mt 2, 2)
La stella è Cristo che attira, prima ancora di essere conosciuto. Non è l’uomo che trova Dio: è Dio che si lascia intravedere. La fede comincia spesso così: non con una certezza, ma con un segno che inquieta e mette in cammino. La fede non resta contemplazione, diventa movimento. I Magi non si limitano a studiare la stella: partono. Attraversano deserti, sbagliano strada, entrano nel palazzo di Erode — luogo del potere, non della verità. È una fede imperfetta, ma reale. Questo verbo è decisivo: siamo venuti. Cristologicamente, questo movimento risponde a un altro movimento più grande: Dio che viene verso l’uomo nell’Incarnazione. I Magi camminano perché Qualcuno, prima, ha deciso di farsi trovare. Dalla stella alla mangiatoia, dal cielo alla terra, dalla ricerca all’incontro. È il cammino di ogni credente. E alla fine, il Vangelo aggiunge un dettaglio decisivo: “Per un’altra strada fecero ritorno al loro paese” (Mt 2,12). Chi ha adorato Cristo non torna mai uguale.
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Chiesa Matrice
Piazza Umberto I
La chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, il cui primo nucleo risale al XIII secolo, si trova nel cuore della città antica. Qui, una volta rinvenuto il Monolito, venne solennemente intronizzato sull'altare maggiore. Secondo la tradizione, il giorno successivo la Sacra Immagine non era più presente nel sacro tempio, ma fu rinvenuta in mezzo ai campi. L'episodio viene rievocato ogni anno durante i solenni festeggiamenti civili, quando il Simulacro viene traslato in chiesa matrice e qui sosta per tutta la giornata della domenica, unitamente ai santi compatroni Rocco e Sebastiano.

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Terza tappa: Il prodigio
Ma la notte scompare e “qui” dice "voglio un trono ed un tempio novel". Quindi eressero a pochi passi dall'abitato la Cappella, sul cui altare incastrarono questo antico dipinto, ove conservasi in buono stato.
“Maria si mise in viaggio verso la montagna” (Lc 1, 39)
Maria si mette in viaggio subito dopo l’Annunciazione. Non aspetta conferme, non chiede garanzie, non trattiene il dono per sé. Ha appena accolto la Parola e quella Parola diventa urgenza. Biblicamente, ogni vera chiamata genera movimento: Quando Dio entra nella vita, non ci immobilizza, ci mette in cammino. L’evangelista Luca sottolinea che Maria parte in fretta. Non è agitazione, è amore che non procrastina. Sa che Elisabetta è anziana e incinta: il dono ricevuto diventa immediatamente servizio. Questo viaggio anticipa lo stile di Gesù: Gesù che attraversa villaggi e campagne e va incontro ai poveri, ai malati e agli esclusi. La montagna, nella Scrittura, è sempre luogo di rivelazione: Maria sale verso la montagna, ma paradossalmente non va a ricevere Dio: lo porta. È il rovesciamento del modello antico. Non si sale più per incontrare Dio, perché Dio ha deciso di scendere. Appena Maria entra nella casa di Zaccaria: perchè dove arriva Cristo, la vita si risveglia. Maria non parla di sé, non si mette al centro: lascia spazio all’opera di Dio. È il modello di ogni evangelizzazione autentica. La Chiesa non nasce ferma, nasce in cammino.
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La Basilica Santuario
Piazza Regina del Cielo
La Basilica sorge su una precedente chiesa degli inizi del XVII secolo, a sua volta sorta sulle rovine di un'antica cappella del XIV secolo. La semplice cappella seguì il variare degli stili architettonici, venendo arricchita di archi e pilastri durante il XVII secolo. Nel medesimo periodo l'immagine della Madonna venne coperta da un'ogiva in carparo che ne cancellò praticamente l'esistenza per almeno tre secoli e mezzo.

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